Attività fisica e colesterolo

Un alto livello di colesterolo LDL nel sangue è un importante fattore rischio cardiovascolare. Per prendersi cura del proprio benessere è necessario migliorare il proprio stile di vita, per esempio aumentando il livello di attività fisica.

L’attività fisica può infatti diventare un alleato importante nella lotta contro le malattie cardiovascolari, per esempio influenzando positivamente le HDL.

Per alzare i livelli delle HDL, il colesterolo buono, è necessario svolgere un’attività aerobica moderate e costante. L’attività fisica migliora anche il funzionamento di cuore e polmoni, diminuisce il rischio di diabete, mantiene la massa muscolare, contribuisce al controllo del peso.

Quali sono le attività aerobiche e come farle?

Gli sport più adatti per aumentare i livelli del colesterolo HDL nel sangue sono quindi di tipo aerobico, ovvero un’attività a bassa intensità e lunga durata, come la camminata, il jogging, il nuoto, lo sci di fondo, la cyclette e il tapis roulant.

Quando si praticano queste attività è bene ricordarsi di tre aspetti fondamentali:

La costanza: è utile svolgere attività aerobiche per almeno 2-3 ore settimanali.

La durata, un fattore strettamente legato alle capacità fisiche dell’individuo. Più il corpo sarà abituato all’esercizio fisico, più sarà facile estenderne la durata. Per ottenere i migliori risultati è necessario un tempo minimo di attività fisica di almeno 20-30 minuti per sessione.

L’intensità, nelle discipline aerobiche l’intensità deve essere moderata. Bisogna trovare il giusto equilibrio tra una passeggiata rilassante e uno sforzo intenso. La velocità della camminata dovrebbe essere di circa 4 km/h, mentre in bici di circa 15 km/h.

Sovrappeso e obesità: i nemici della salute cardiovascolare

L’attività fisica, come si ricordava, è utile anche per prevenire (o controllare) il sovrappeso e l’obesità. La situazione di rischio cresce ulteriormente se ad essere aumentata è in particolare la circonferenza vita (maggiore di 102 cm per gli uomini e 88 cm per le donne): in questo caso si parla di obesità addominale, che è un importante fattore di rischio cardiovascolare. La perdita di peso in questo caso è molto importante per riportare il rischio nella norma.


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