L’acido urico è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari

Recenti ricerche confermano che l’iperuricemia può mettere in pericolo la salute di cuore e circolazione.

 

È ormai risaputo che ai fini della prevenzione da infarti e ictus è fondamentale tenere sotto controllo pressione, colesterolo e glicemia. Ma sinora non si pensava che anche l’acido urico potesse essere un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Recenti ricerche pongono oggi l’accento sul fatto che l’iperuricemia è in parte responsabile di circa il 40 % di tutti gli infarti che si registrano annualmente nel nostro paese.

 

Inoltre pare che l’eccesso di acido urico, sia direttamente connesso alla sindrome metabolica la quale implica sovrappeso, resistenza all’insulina, colesterolo e trigliceridi oltre i limiti e pressione alta.

 

Quindi, pare estremamente importante conoscere la quantità di acido urico circolante nel nostro organismo e far sì che questa rimanga bassa.

 

Se da controlli risulta che i valori di acido urico superano i 5,5 mg/dl è importante agire, per limitare gli effetti collaterali a carico del sistema cardiovascolare.

 

Cosa fare quando ci si scopre a rischio uricemia?

 

La terapia dietetica e fitoterapica possono in molti casi risultare efficaci.

 

Ci sono alimenti che aiutano l’organismo a eliminare l’acido urico accumulato: uova, pasta, riso e alcuni formaggi come mozzarella, ricotta e scamorza. Inoltre sono indicati pomodori, rape, insalata, barbabietole, patate e frutta primaverile o estiva.

 

Due sono invece i rimedi naturali più accreditati: il frassino sottoforma di capsule, tintura madre e infuso; la betulla sottoforma di capsule, concentrato fluido e infuso.


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