La piramide alimentare e la corretta alimentazione

La Piramide alimentare è ormai un’immagine molto popolare, e il suo uso per sintetizzare i principali concetti di un’alimentazione appropriata è in crescita. Utilizzata per la prima volta da parte del Ministero dell’Agricoltura americano, la Piramide si è infatti guadagnata notorietà in molti paesi del mondo, e in particolare nell’area mediterranea.
Il concetto della Piramide alimentare è semplice e intuitivo: gli alimenti che vengono collocati alla sua base devono essere consumati con regolarità (in genere quotidianamente), mentre a mano a mano che si sale verso il vertice la frequenza di consumo suggerita si riduce, passando a 2/3 volte la settimana e poi a consumi sempre più radi.

 

In tutte le Piramidi alimentari (e in particolare in quelle mediterranee) la frutta e la verdura ed i cereali, fonti di carboidrati complessi, stanno alla base, rappresentando, appunto, la base dell’alimentazione. Il consumo di pane e di pasta (dando se possibile la preferenza a questi alimenti in forma integrale) dovrebbe essere quotidiano: la quota calorica ottimale da carboidrati oscilla infatti tra il 50 ed il 60%. Anche frutta e la verdura stanno alla base della piramide: il consumo quotidiano di questi elementi, secondo l’INRAN, dovrebbe raggiungere le cinque porzioni al giorno (per un totale di almeno 750 grammi). Sullo stesso piano della verdura stanno gli oli di condimento; le Piramidi mediterranee privilegiano naturalmente l’Olio extravergine di Oliva, ma con un occhio di attenzione anche agli altri oli vegetali, ricchi di polinsaturi (come l’olio di mais).
L’acqua, in alcune Piramidi recenti, sta addirittura al di sotto degli alimenti di uso quotidiano (e quindi, potremmo dire, “alla base della base”); il suo consumo viene in genere rapportato ai classici otto bicchieri al giorno (circa 2 litri); in altri modelli la brocca che simbolizza l’acqua sta invece al di fuori della Piramide stessa, per sottolineare il ruolo dell’idratazione come necessario complemento agli alimenti solidi dell’alimentazione.
Sopra i cereali, la frutta e le verdura troviamo il pesce e gli alimenti di origine marina; un po’ più in alto ancora i formaggi. Tutti questi alimenti possono essere consumati 2/3 volte la settimana. Le carni rosse, i dolci, i grassi sono invece in genere confinati verso il vertice della Piramide, nell’area quindi che suggerisce un consumo meno frequente.

 

Le piramidi più recenti (come quella di Oldways, qui presentata) forniscono informazioni anche su altri aspetti delle nostre scelte quotidiane, e si configurano ormai come “Piramidi dello stile di vita”. Molte sottolineano l’esigenza di un’attività fisica regolare, da compiersi quotidianamente (30’ al giorno di cammino di buon passo, per esempio); alcune enfatizzano anche il ruolo della convivialità e della socialità, valorizzandone il contributo nell’ambito di uno stile di vita che riprenda gli aspetti più caratteristici (e forse più importanti di quanto spesso si pensi) della tradizione mediterranea.

 

Come tutti gli strumenti finalizzati a “semplificare” temi complessi (e la nutrizione salubre certamente è uno di questi), la Piramide diviene talvolta eccessivamente prescrittiva, o semplicistica. E’ tuttavia indubbio che un colpo d’occhio a questi modelli alimentari può fornire un primo orientamento nella scelta degli alimenti quotidiani.


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