Storia e segreti del Fish and Chips

I Beatles, la regina, la birra, il calcio… a questo elenco di eccellenze britanniche manca qualcosa: il Fish and Chips!

 

Chiunque di voi abbia passato alcuni giorni in Inghilterra o conosca la cultura gastronomica d’oltremanica, avrà sicuramente sentito parlare del tradizionale Fish and Chips, classico street food a base di pesce impastellato fritto e patatine.

 

Le città costiere abbondano di negozietti che vendono unicamente questa informale e gustosa specialità ma anche le grandi città come Londra non sono da meno:  per orientarvi tra le numerose proposte esistono molte recensioni e classifiche, ma nulla potrà aiutarvi più del vostro gusto e del vostro intuito.

 

Le origini del Fish and Chips come piatto popolare in tutta la Gran Bretagna risalgono alla metà del diciannovesimo secolo e vengono comunemente ricondotte alla diffusione della pesca a strascico e allo sviluppo della rete ferroviaria, che ha permesso la distribuzione del pesce anche nelle zone più lontane dal mare. Meno certezze si hanno sulle origini della ricetta: mentre è probabile che le patatine fritte siano state importate da qualche intraprendente belga, sul pesce fritto in pastella circolano le leggende più varie. C’è chi assicura che si tratti di una tradizione ereditata dall’impero romano, chi ne assegna la paternità ad alcuni immigrati di origine ebraica e chi infine, è sicuro che il merito sia di qualche italiano, forse veneto, forse campano.

 

Per quanto riguarda la preparazione e gli ingredienti, il punto di partenza è ovviamente il pesce: la ricetta tradizionale prevede l’utilizzo di filetti di pesce bianco che a seconda dei casi può essere merluzzo, eglefino o platessa. La pastella è composta da acqua e farina alle quali si può aggiungere del bicarbonato per ottenere una frittura più soffice; ma sapete qual è il segreto per un risultato più saporito e molto più british? L’aggiunta di una buona birra di qualità!

 

Ora che abbiamo visto come preparare il pesce, non dimentichiamoci delle patatine: l’importante è che siano tagliate in pezzi grossi, diversi dai bastoncini (french fries) che siamo abituati a mangiare nei fast food. Le chips, più spesse, durante la frittura assorbono di meno l’unto con un vantaggio non indifferente dal punto di vista calorico.

Una volta fritto sia il pesce che le patate (se avete bisogno di qualche consiglio sulla scelta dell’olio vi rimandiamo a questo nostro articolo), il Fish and Chips è pronto a finire sui vostri piatti – o dentro a un cartoccio di carta per alimenti, imposta dalla legge inglese al posto dei tradizionali fogli di giornale – magari accompagnato da un’altrettanto tradizionale purea di piselli.

 

Avete sete? A voi la scelta tra una pinta di birra e una tazza di tè: alternative non ve ne diamo!


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