Quando il colesterolo è ‘familiare’

Tenere sotto controllo i livelli di colesterolo, soprattutto LDL (il cosiddetto colesterolo “cattivo”), è una buona abitudine da adottare fin da giovani, a beneficio non solo della propria salute, ma anche di quella delle generazioni future.

 

Sono le conclusioni di una ricerca* che ha preso in esame i livelli di colesterolo LDL di più di 500 coppie composte da un genitore (padre o madre) e un figlio. Le concentrazioni misurate nei figli a circa 26 anni sono risultate dipendenti da quelle misurate nelle madri (meno da quelle dei padri) da giovani, prima del concepimento: livelli più elevati di colesterolo LDL sono stati infatti dosati soprattutto nei nati da donne che pure li avevano alti, prima della gravidanza.

 

Questi dati indicano che mantenere il colesterolo nella norma, e di conseguenza ridurre il rischio per cuore e vasi, fin da giovani, è importante anche per la salute dei figli che nasceranno.  In più, grazie all’impiego di test piuttosto complessi, lo studio aggiunge un’altra informazione molto interessante: il patrimonio genetico da solo non basta a giustificare il livello di colesterolo nel sangue. Suggerendo, ancora una volta, il ruolo tutt’altro che secondario dell’alimentazione e dello stile di vita nel mantenimento dei valori normali di colesterolo, nostri e delle generazioni che verranno.

 

*Mendelson, Michael M., et al. “Association of Maternal Prepregnancy Dyslipidemia With Adult Offspring Dyslipidemia in Excess of Anthropometric, Lifestyle, and Genetic Factors in the Framingham Heart Study.” JAMA Cardiology 1.1 (2016): 26-35.


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