La nutraceutica: curarsi con il cibo

Dagli alimenti arricchiti con principi attivi ci viene un valido supporto per prevenire malattie croniche e favorire la longevità.

 

Nei tempi antichi le culture indiane, egiziane, cinesi, e sumere ritenevano che alcuni alimenti potessero essere utilizzati come vere e proprie medicine efficaci per prevenire e curare le malattie.

 

Sia nell’Ayurveda, la medicina tradizionale indiana, che negli scritti di Ippocrate, il padre della medicina occidentale sono citati i benefici di alcuni cibi.

 

Solo negli anni ‘80 però si inizia a parlare di nutraceutica, parola coniata nel 1989 da Stephen De Felice, nutrizionista e biochimico americano, che fonde i due termini nutrizione e farmaceutica .

 

Il nutraceutico è proprio un alimento che riunisce in sé componenti nutrizionali come alta digeribilità e ipoallergenicità e proprietà curative di principi attivi naturali.

 

In altre parole, le sostanze dette nutraceutiche sono alimenti presenti in natura arricchiti con nutrienti utili alla salute.

 

Quali sono i nutraceutici più diffusi? Ad esempio il latte, cui vengono aggiunti specifici acidi grassi, gli yogurt arricchiti di particolari probiotici, le patate con selenio, i fiocchi di mais con acido folico e i sali minerali. L’utilizzo tipico dei nutraceutici è quello di prevenzione delle malattie croniche e di supporto alla longevità.

 

In genere il nutraceutico è considerato dai nutrizionisti un buon modo per aiutare a garantirci un introito adeguato e pratico di nutrienti che altrimenti si avrebbe difficoltà ad assicurarsi.

 

La loro assunzione è considerata particolarmente valida in due casi specifici: per coadiuvare nella cura di malattie autoimmuni e per attenuare i sintomi della menopausa, prevenire osteoporosi o problematiche cardiovascolari.


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