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Tommaso Rinaldi

Sport:
Tuffi
Data di nascita:
18/01/1991
Piatto preferito:
Pasta alla gricia
Curiosità:
Uno dei suoi sogni nel cassetto è quello di imparare a recitare mettendo in campo la sua capacità di improvvisazione e la voglia di mettersi in gioco. Se non fosse dedicato completamente ai tuffi, gli sarebbe piaciuto diventare avvocato. Sogna di visitare la Polinesia francese.
Segreto per tenersi in forma:
Tanta attività fisica
Premi e successi:

Europei Juniores Palma de Majorca

  • Bronzo 2006

Europei Juniores Trieste

  • Argento 2007

Qualificato Olimpiadi Londra 2012

Qualificato Mondiali Nuoto Barcellona 2013

Specialità: Trampolino 3 metri, Trampolino 1 metro, Trampolino sincro 3 metri

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Intervista

La tua attività sportiva ti assorbe molto, riesci a coltivare anche altre passioni?

Oltre allo sport mi piace molto l’apnea. Sono un apneista, sto seguendo un corso di apnea.È molto divertente, mi piace molto, soprattutto andare giù a venti metri e cacciare i pesci. I dentici sono le mie prede preferite.

 

Raccontaci una cosa che non sopporti.

Una cosa che proprio non mi piace è l’arroganza delle persone, la strafottenza. Quando le persone si rivolgono a me con un certo tono e con una certa maniera è una cosa che mi indispone parecchio.

 

Dopo molti anni di pratica, tuffarti ti emoziona ancora?

Nello sport mi emoziona molto il superamento dei propri limiti. Sicuramente i tuffi sono uno sport che ti porta sempre ad andare oltre, a superare le difficoltà. A fare un tuffo più difficile, a fare un tuffo meglio, a fare un tuffo perfetto. Ed è una cosa sicuramente molto difficile nello sport dei tuffi, ma come in tutti gli altri sport.

 

Qual è stato il momento più importante della tua carriera?

Un evento importante nella mia vita è sicuramente stato a Londra. Non alle Olimpiadi, ma nella gara di qualificazione. Era l’ultimo tuffo … mi dovevo qualificare.. dovevo fare un buon tuffo, dovevo ottenere un punteggio di 70 punti. Mia padre venne da me e mi disse: “Tommy, è il momento, tira fuori i cosiddetti e devi fare quel tuffo fatto bene”. E io andai sul trampolino, sicuro di me, fiero e… feci quel tuffo, ottenni quei settanta punti e mi qualificai per le Olimpiadi. Poi è solo stata una gioia.

 

Hai dei riti scaramantici prima delle gare?

Prima delle gare una cosa scaramantica che mi piace fare, insomma non proprio che mi piace, ma diciamo che è un rito, è fare un tuffo in acqua. Mettermi lì sotto a 5 metri, respirare, pensare e poi risalire, bagnarmi la faccia e andare sul trampolino. Convinto e sicuro di me.

 

Come ti vedi “da grande”?

Il mio futuro me lo immagino con una bella famiglia. Riuscire a creare una famiglia con una donna accanto e con tanti bambini sicuramente è la cosa più importate per me. Innanzitutto adesso però ci sono i tuffi. In questo momento per me è molto importante qualificarmi di nuovo per Rio e fare una bella prestazione a Rio, qualora mi dovessi qualificare. La mia carriera spero vada avanti fino ai 30 anni, quindi c’è un sacco di tempo ancora per pensare.

 

Quanto è importante l’alimentazione per uno sportivo?

La nutrizione nella mia vita sportiva è molto importante. Sicuramente in gergo come si dice: “girare con dei chiletti in più” non fa bene, perché comunque quando vai a fare un triplo salto mortale e mezzo in avanti, un quadruplo salto mortale e mezzo in avanti girare, diciamo, con due chili in più te li porti dietro, li senti, fai fatica e magari proprio in quel tuffo a causa dei due chili in più entri scarso.

 

Cosa significa essere uno sportivo di cuore per te?

Essere uno sportivo di cuore per me vuol dire metterci passione, mettere passione nello sport che fai. Per esempio i tuffi per me vuol dire tantissimo, vuol dire ogni giorno svegliarmi alla mattina… andare in piscina… significa tanto sacrificio. E io ci metto sempre il cuore perché ci credo, ci credo nel mio sport, credo in me stesso e credo nella volontà di fare qualcosa di importante.